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LE INTERVISTELe pagelle Le interviste Rassegna stampaIntervista 11/04/07 Mister Roffino
A Salve Mister Roffino, siamo giunti alla vigilia del grande giorno. Domani la sua squadra esordirà sul campo dei Pallonari. Nelle ultime amichevoli avete dimostrato di non essere in grande forma, conferma questa dichiarazione o secondo lei i brutti risultati sono solo frutto del caso? R Innanzitutto saluto tutti i Campettiani che ci seguono e sostengono, eccetto il "carissimo" Un Tifoso. Effettivamente nelle ultime partite non siamo riusciti ad evitare delle sconfitte contro squadre assolutamente alla portata, ma c'è da dire in primis che la squadra è nata da un mese e mezzo, e che bisogna ancora amalgamare i componenti della squadra. In ogni caso escludo nel modo + categorico problemi di forma atletica, sotto questo profilo la squadra ha lavorato bene. A Ha sempre schierato un 2-3-1 cercando di infoltire il centrocampo, ma nell'ultima uscita a sperimentato il 3-2-1. Domani a quale modulo si affiderà? R Il weekend è servito per chiarirmi le idee: continuerò a provare il 3-2-1, x cercare di supportare al meglio la nostra punta, con assists ed inserimenti centrali; alcuni dovranno un po' sacrificarsi x reggere il modulo, ma credo che questa sia la soluzione migliore A Fin'ora la sua squadra ha sempre segnato poco e nelle ultime 3 partite non è mai andata a segno. E' un brutto segnale, pensa che il campionato sia uno stimolo in più per La Rosa e compagni o è un problema più serio? R Il problema non è così serio come può sembrare: è vero che in queste ultime uscite non abbiamo segnato, ma è anche vero che abbiamo giocato contro squadre che operavano un quasi-catenaccio (vedi lo Yale '07). Inoltre dobbiamo supportare di più e meglio la nostra punta, che tra l'altro sta imparando i momenti corretti da fare, iniziando anche ad osare con tiri da fuori area. A Ora si sbilanci in un pronostico, pensa che i suoi domani sera la faranno da padroni o dovranno faticare molto? R Per domani sera prevedo una partita molto più ostica rispetto alle amichevoli fin qui disputate. Per questo motivo mi aspetto segnali positivi dalla squadra: dovremo mettere in campo soprattutto grinta, motivazioni, voglia, cattiveria, senza questi attributi non andremo da nessuna parte (a meno che non fossimo Maradona...). Ma rimango ottimista: credo fermamente nella squadra. A Per il campionato, invece, a quale obiettivo mirate? R Prima di tutto voglio che questa diventi una "Squadra"; poi, quando giocheremo da "Squadra", vorrei togliermi qualche soddisfazione. Non ho particolari richieste riguardo la classifica, per quest'anno, però se cominciamo a giocare come penso io, dovremmo arrivare dal 4° posto in su. In ogni caso ci vuole il massimo impegno di tutti Intervista 10/05/07 Mister Roffino A: Mister Roffino siamo nel bel mezzo della settimana clou del girone di andata del campionato. Come giudica l'operato della squadra fin'ora? R: Si può, anzi si deve migliorare sotto diversi aspetti: passaggi, posizionamento in campo, movimento senza palla, voglia...l'unica cosa che salvo è la grinta che esce nei momenti difficili, pregio che ci ha permesso di pareggiare partite su cui, nell'intervallo, nessuno avrebbe scommesso un centesimo. A: La pensa ancora come a inizio campionato quando diceva che la classifica per lei non era importante o da una certa importanza anche ai risultati? R: La classifica la guardo fino ad un certo punto, certo che il girone non è dei + difficili...la nostra posizione di classifica è dovuta soprattutto al nostro operato (ai nostri errori) e non a meriti particolari delle altre squadre. A: A quanto pare la difesa è il punto forte di questa squadra, se lo aspettava? R: Diciamo che sapevo di poter contare su una difesa forte, grazie alla presenza di giocatori esperti, ma speravo che anche l'attacco ingranasse del tutto... A: L'attacco invece denota sempre le stesse lacune, almeno a giudicare dai dati: peggior attacco del campionato. Vede dei miglioramenti o siete ancora in altissimo mare? R: Per certi versi siamo ancora in alto mare: il poco movimento della squadra di certo non aiuta, ma in certi momenti pure alcune decisioni dei calciatori sono state sballate. A: Siete l'unica squadra a non aver ancora vinto, però i pareggi testimoniano che ve la potete giocare con tutti almeno alla pari. Cosa manca secondo lei alla squadra per festeggiare finalmente la prima vittoria? R: Non credo alla fortuna/sfortuna, il destino ce lo dobbiamo costruire x conto nostro, ma magari un colpetto di culo non guasterebbe: se il tiro di La Rosa, invece di stamparsi sul palo, fosse entrato, magari ora festeggeremmo una vittoria... A:Parliamo dei suoi giocatori: chi si sente di elogiare in maniera particolare e a chi invece tirerebbe le orecchie per avere di più? R: Non mi piace parlare dei singoli, ma ci sono alcuni giocatori che, innegabilmente, possono anzi devono dare di più, in primis Roffino, che x colpe sue e non sue non si è ancora espresso come vorrebbe. In ogni caso le somme verranno tirate a fine campionato. A: A questo punto, bene o male, si è già fatto un'idea del livello del campionato, che obiettivi vede possibili per i suoi? R: Secondo me se la squadra comincia finalmente a girare, si può puntare ad una posizione di metà classifica, quindi sul terzo-quarto posto. Credo che per arrivare tra i primi due posti ci voglia ancora molta esperienza. A: Ultima previsione, chi vincerà il girone? R: Non li ho visti ma credo che i Verdelago siano la squadra + forte, domani valuteremo il Real Super Skunk che dovrebbe avere buone chanches di passare il turno, per il resto il girone è abbastanza equilibrato. Intervista 22/05/07 Mister Roffino A: Mister Roffino ieri sera avete raccolto la seconda vittoria stagionale facendo registrare un andamento fantastico nel girone di ritorno, e recuperando molte posizione. Che importanza da a questa vittoria? R: Vittoria fondamentale secondo me: innanzittutto xchè è la prima vittoria "vera" (dopo la "passeggiata" con i Pallonari), e poi perchè secondo me, x come è maturata, questa sarà la vittoria che ci farà cambiare marcia nel prosieguo del campionato. A: Durante il girone di andata lei ha usato il 3-2-1 e la sua squadra ha fatto registrare una buona solidità difensiva ma qualche problema di troppo. Nelle ultime partite, invece, è tornato al 2-3-1 largamente provato nel pre-campionato, e la sua squadra sembra andare in goal con più disinvoltura ma la difesa non è più una garanzia. Nelle ultime partite i risultati le hanno dato ragione, pensa di continuare con questo modulo? R: Credo di sì, il 3-2-1 dà ampie garanzie soprattutto dietro, ma rischiamo davanti di essere ininfluenti; col 2-3-1 invece riusciamo ad avere più giocatori davanti alla linea del pallone, quando impostiamo, ma di certo questo va ad inficiare la difesa. Per adesso però continuerò con questo modulo. A: Non è che i buoni risultati del 2-3-1 siano favoriti in buona parte da avversari non proprio irrisisitibili e che ora con le prime della classe la sua squadra si trovi molto più in difficoltà? R: E' molto probabile che capiti questo, ma io, a questo punto della stagione, punto molto sul morale della squadra, che sicuramente è cresciuto in queste due ultime partite. Affrontare i primi con la carica che avevamo ieri, può portare a delle sorprese... A: Pensa che l'andamento da scudetto che la sua squadra ha in questo momento sia dovuto al calendario favorevole o a un particolare stato di grazia? R: E' dipeso dal fatto che cominciamo finalmente a conoscerci, che stiamo imparando a come stare in campo, e soprattutto grazie all'exploit dei uomini cardine della squadra. A: Le recenti vittorie sono un segnale positivo della costante crescita della squadra, o fanno salire il rammarico per aver perso qualche punto di troppo nel girone d'andata? R: L'unico motivo per cui bisogna ripensare alle prime partite, è quello di avere bene a mente gli errori che abbiamo commesso, in modo da non ripeterli, ma non certo per rammaricarci. Nello spogliatoio non voglio sentire nessun "se noi avessimo..." A: A questo punto della stagione, alla vigilia delle partite con le squadre più titolate del girone cosa chiederà ai suoi ragazzi e quali sono gli obiettivi che si prefigge? R: L'obiettivo di classifica è sempre quello di arrivare al quarto posto, obiettivo che, avendo battutto le ultime, solo noi stessi potremmo farci scappare; poi miro a raggiungere sempre di più l'unità di squadra, come abbiamo visto ieri, e un gioco sempre + ricercato. [/color] Intervista 28/06/07 Mister Roffino A: Mister Roffino la stagione è appena conclusa, ma è già tempo di passare alla prossima, la prima vera stagione sportiva per l'Atletico Campetto. Alla vigilia del torneo Primavera aveva chiesto come obiettivo principale che la squadra divenisse veramente una "SQUADRA", questo obiettivo lo considera raggiunto? R: Credo di sì, e penso che il momento sia stato quando il gruppo ha perso uno dei suoi elementi migliori, in un grave incidente. In quel momento la squadra si è compattata e ha cominciato davvero a pensare al plurale e non solo al singolare. A: Il secondo obiettivo era minimo il 4° posto, e il 4° posto è arrivato. Ma soprattutto nel girone di ritorno avete dimostrato e un pò illuso i tifosi che il piazzamento potesse essere decisamente migliore. Ritiene il 4° posto un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? R: Mezzo pieno. Non dimentichiamoci che la squadra sta x tagliare il quinto mese di vita, non avevamo mai giocato assieme e alcuni di noi non avevano neanche mai giocato a 7. Sono soddisfatto della stagione. A: A metà stagione la difesa era il punto forte con un attacco a dir poco stitico. Nella seconda parte l'attacco è rinato, ma la difesa è apparsa sempre più ballerina, cos'è successo? Tutto a causa del modulo cambiato o è successo altro? R: Il cambio del modulo è sicuramente stato determinante. Purtroppo la coperta è un po' corta: se copriamo bene dietro, davanti non la buttiamo dentro, e viceversa. Xò io ho sempre preferito giocare a viso aperto, preferisco fare un goal in più dell'avversario che subirne uno in meno. A: Cosa le è piaciuto di più di questa prima esperienza, e in cosa è rimasto più deluso R: La cosa che mi è piaciuta di più è stato il comportamento che abbiamo tenuto in campo, sia con l'arbitro, che con gli avversari, ma soprattutto tra di noi: alle volte anche se si è amici, si può litigare e mandarsi a stendere, ma x fortuna tutto ciò non è mai successo, non c'è mai stato un comportamento al di sopra delle righe. Invece sono rimasto un po' deluso dagli atteggiamenti di certi arbitri, troppo supponenti e anche alcuni tecnicamenti scarsi A: Cosa ne pensa dell'addio di due giocatori importanti come Sardelli e Grio? Pensa che Gattari Roberto fuori dai pali e i nuovi acquisti possano sopperire alle mancanze dei due addii? R: Mi dispiace moltissimo, sia perchè innanzitutto sono amici, e poi perchè non sono facili da sostituire. Con Gattari R. fuori dai pali cambieremo il nostro sistema di gioco, innanzitutto cercando di sfruttare meglio le fasce. A: Lei ha chiesto un rimpiazzo in difesa e per la porta e in pochi giorni la dirigenza ha già acquistato Gattari Daniele. E' soddisfatto del lavoro della dirigenza? Pensa che il nuovo portiere arriverà a giorni o sarà più dura scovarne uno? R: Sono molto soddisfatto della dirigenza, per il lavoro che stiamo facendo e x la sintonia negli obiettivi di mercato. Trovare un portiere, e che sia pure affidabile, non è assolutamente facile, ma resto molto fiducioso. Cosa si aspetta dal prossimo anno? R: Una continua crescita della squadra, sotto ogni punto di vista. Quando poi il mercato terminerà, e conosceremo il reale valore della squadra, allora si potranno fissare gli obiettivi di stagione. ------------------------------------------------------------- Intervista 03/10/07 Gattari Roberto A: E' con noi il Capitano Gattari Roberto! Vuoi salutare i tuoi fan? G: Certamente... quest'anno avremo un bisogno enorme di affetto da parte dei nostri fan. Sono sicuro che Fabiulin (ndr il capoultrà) non ci farà mai mancare il giusto apporto, per questo lo saluto e lo ringrazio. A: Bene, allora, innanzitutto partiamo dalla visita medica in programma ieri: è andata bene? sei risultato idoneo? G: Si bhè, non ero preoccupato per questa visita, sono anni che affrontiamo questo genere di cose in modo positivo. E' importante che ci siano questi controlli anche a questi livelli, il caso Puerta ha scosso un pò tutti. A: L'unico appunto è il peso...purtroppo in questo caso la bilancia condanna te e il Mister Roffino... G: Siamo una squadra senza mezze misure, o sovrappeso o sottopeso!!! Ma in generale siamo di bocca buona!!! Speriamo di mangiarci anche gli avversari quest'anno. A: Partiamo dal 03 settembre: esattamente un mese fa iniziava la preparazioni estiva dell'Atletico. Sensazioni di quei giorni? G: Sono felice che la squadra ha risposto bene all'iniziativa, è sintomo di voglia e di unione del gruppo. Sinceramente pensavo peggio, e anche se la preparazione ha subito qualche rallentamento e ridimensionamento sono contento dell'impegno che ci mettiamo nel fare le cose. A: Secondo te in che condizioni si presenterà la squadra al primo appuntamento ufficiale del'anno? G: Purtroppo dovremo fare a meno di Marcello e si sa quanto sia delicato il ruolo del portiere. Il fatto di aver disputato una sola amichevole ci penalizzerà non poco. Rispetto all'anno scorso saremo più i forma dal punto di vista fisico, però ci mancheranno i minuti di partita nella testa. Prevedo un deficit nella disciplina tattica, bisognerà oliare in fretta i vari meccanismi o rischiamo di partire male. Sono fiducioso nei nostri mezzi ma non posso nascondere un pò di timore. A: Hai parlato coi mister x concordare l'obiettivo stagionale? G: Abbiamo chiacchierato tutti insieme di questo argomento, più di una volta, ma mai in modo serio e determinato. Nella nostra testa c'è solo una gran voglia di far bene e arrivare più in alto possibile. Ricordiamoci che siamo sempre alla nostra prima stagione completa! Lavoriamo tutti nella stessa direzione, siamo determinati. A: La società ha fissato dei premi x il raggiungimento dell'obiettivo? G: No e non credo lo farà in futuro. Per me il giusto compenso è quello di giocare e divertirmi con i miei amici, non mi servono altri incentivi se non quello di giocare sempre e il più possibile. A: Descrivici le tue sensazioni dopo le prime partite della 1° giornata di campionato... G: Bhè sinceramente la mia prima espressione dopo aver visto i risultati penso non si possa riferire in questa sede, non sarebbe elegante. Mi aspettavo due squadre superiori, Percussioni Circensi e Real Super Skunk, e magari qualche sorpresa con noi a lottare dalla 4^ alla 6^ piazza. Invece la sconfitta dei campioni nazionali mi ha sorpreso, ma non spaventato. Siamo una squadra che già l'anno scorso se l'è giocata con tutti, nel bene e nel male. Anche quest'anno sarà così, soffriremo sempre dal 1° minuto al triplice fischio, è nel nostro DNA e così sarà sempre. A: Un pronostico x venerdì sera? Non conosciamo il Tressette quindi non possiamo permetterci alcuna leggerezza. Se aggiungiamo il fatto che non ci sarà Marcello e abbiamo poche amichevoli alle spalle la vedo molto dura. Ci vorranno piedi di piombo e concentrazione al 100% per tutta la partita. Conosciamo le nostre capacità che sono buone, se le loro non saranno nettamente superiori penso che ci sarà una gran bella battaglia e alla fine vincerà chi ci metterà più cuore! Intervista 04/10/07 Mister Roffino A: Mister Roffino eccoci di nuovo alla vigilia di un campionato, questa volta è un vero campionato e non un torneo, per lei c'è qualche differenza? R: L'unica differenza è che abbiamo un numero di partite maggiori rispetto all'anno scorso, x il resto bisogna continuare a giocare come l'anno scorso, cercando l'amalgama fra di noi e puntando sempre alla vittoria. A: Come vede i suoi ragazzi dopo la campagna acquisti e la preparazione? R: L'unica mia preoccupazione è quella di aver disputato una sola partita "vera", prima dell'inizio del campionato...la campagna acquisti è stata positiva, abbiamo perso due ottimi elementi ma sono stati adeguatamente rimpiazzati. La preparazione è stata migliore di quanto mi aspettassi, ottima la costanza, buon numero di presenze, insomma ci siamo allenati bene! A: Mi faccia un paragone tra il primo Atletico Campetto e quello di quest'anno. R: Il primo Atletico era un gruppo di amici che aveva buone individualità, questo è privo di individualità di spicco, ma sarà il gruppo a fare la differenza, adesso credo che possiamo davvero definirci una "Squadra". A: Ora alla guida della squadra siete in due, come vede questa scelta della società di dividere i compiti per coppie? R: E' un fattore positivo, in due ci sono maggiori possibilità di dialogo e confronto. Ottima la decisione della società. A: E il suo convivere con Rubino? R: E' un semplice scambio di opinioni, è normale che possiamo avere delle divergenze riguardo il posizionamento in campo, però vige il rispetto reciproco, tutt'e due miriamo a migliorare l'Atletico e quindi tutto ciò non può che essere positivo per la squadra. A: Il sorteggio degli avversari vi ha regalato una serie di squadre nuove e qualche vecchia conoscenza, come interpreta il girone? R: Conosciamo solo una squadra, tra l'altro l'unica che ci ha sempre battuto (la nostra bestia nera...): credo che col Real avremo delle motivazioni maggiori. Per il resto le altre squadre non le conosco, ma sembra che sarà un girone non facile, per via della sconfitta inaspettata dei campioni Nazionali in carica, le Percussioni Circensi. A: Qual'è il vostro obiettivo? R: Vincere quante più partite possibili. Alla fine del girone d'andata stileremo un primo consuntivo, avremo visto tutte le squadre del girone, e a quel punto potremo svelare il nostro vero Obiettivo. Per ora posso solo dire che non mi dispiacerebbe sfidare le grandi squadre dei due gironi... A: Tra i tanti nomi c'è quello del Real Super Skunk...e qui mi vengono in mente due sconfitte, una delle quali la chiamerei più umiliazione (ndr 9-0). Si parla di vendetta o rivincita? R: Solo rivincita. La vendetta la lasciamo ad altri...però non posso negare che non sarà ammissibile perdere di nuovo in quella maniera... A: C'è qualche giocatore da cui si aspetta qualcosa in particolare? Una specie di sostituto di un elemento come Sardelli che a tratti sapeva fare la differenza? O punta tutto sul gruppo? R: Come già detto io punto sul gruppo, sulla voglia di imparare e fare, sulle motivazioni e sulla grinta che metteremo in campo. Non abbiamo Maradona in campo, per cui queste caratteristiche che ho appena enunciato dovranno essere il nostro tratto distintivo. A: Venerdi c'è l'esordio, siete pronti? Come finirà? R: Se siamo pronti ve lo dirò venerdì alle 22, guardando uno per uno i giocatori in faccia...voglio vedere gli sguardi vincenti, quelli di chi non vuole mollare mai e che vuole vincere ad ogni costo. Nessuna paura, ma solo grande concentrazione per tutti i 50 minuti. Poi vinca il migliore, speriamo di essere noi! Intervista 15/10/07 Capo Ultrà Fabiulin A: Buongiorno a tutti, oggi la vosta inviata Monica Anali compagnia del capo-ultrà della curva, l'ing. Guerra detto Fabiulin! Innanzitutto volevo congratularmi con lei per l'attaccamento che sta dimostrando alla maglia rossoblu! Lei ha assistito alla prima sconfitta in campionato, come ha visto la partita? F: Innanzitutto ringrazio per questa intervista. Per me è un onore poter comparire sulle pagine della rivista dell'Atletico Campetto. Parlando della partita, si può quasi dire di aver visto "due Atletico Campetto" in campo: nel primo tempo eravamo contratti oltremodo, non siamo riusciti quasi a passare la metà campo e non mi ricordo un tiro in porta degno di nota. I Blue Sof ci hanno schiacciati per 25 minuti, è stata una vera sofferenza. Il secondo tempo invece ho visto un Campetto con più grinta e voglia di fare ed il gran gol di Gattari R. ne è la dimostrazione. Scusate il plurale maestatis che uso, ma mi sento parte di questa squadra. Forse pecco di presunzione. Purtroppo abbiamo qualche amnesia in difesa e difatti loro sono sempre riusciti ad andare in vantaggio subito dopo i nostri due temporanei pareggi. Mi spiace perchè nel sEcondo tempo si è lottato, si è visto che si voleva quantomeno il pareggio. Purtroppo penso che anche la non perfetta condizione fisica ci abbia penalizzati. Comunque il campionato è lungo e di certo una sconfitta non può pregiudicare il cammino della squadra. A: Chi secondo lei merita la sufficienza e chi invece è da "matita rossa"? F: Non mi sento di segnare con la matita rossa nessuno perchè penso che nessuno si sia distinto in maniera negativa rispetto agli altri. Secondo me si è ancora un pò indietro sull'aspetto fisico. Gli avversari ogni volta che noi avevamo la palla a metà campo ci aggredivano subito, noi invece non eravamo così cattivi con loro, segno che probabilmente non avevamo abbastanza fiato per morderli con avremmo dovuto fare. Personalmente però mi è piaciuto Gattari R., soprattutto per la grinta e la voglia sacrificarsi per la squadra. Peccato che anche lui pecchi un pò sull'aspetto fisico. Chiederei invece a Campanellino Trilly di fare due dribbling in meno a partita. A: Ha trovato delle differenze rispetto alla squadra vista l'anno scorso nel campionato primavera? F: Sostanzialmente non ho trovato grandi differenze. Il nuovo innesto di quest'anno Di Viesto si è inserito bene nella squadra dimostrando un attaccamento già lodevole. A: Una previsione sul piazzamento finale della squadra? F: E' ancora presto per fare una previsione sul finale di campionato, anche perchè non abbiamo ancora visto il reale potenziale delle altre squadre, soprattutto di queste tanto blasonate Percussioni Circensi che ancora stanno arrancando in queste prime giornate. Ma penso che se si migliora l'aspetto fisico si possa fare un buon campionato. Se devo azzardare un risultato posso dire che il 5° posto non sarebbe cosa impossibile. Ci possiamo credere e soprattutto ci devono credere i giocatori. Ma sono convinto che questi ragazzi non deluderanno la curva, ci hanno regalato delle belle emozioni ed ancora lo faranno. A: Da ex arbitro qual è lei, ci dia un giudizio sull'operato della giacchetta nera. R: In dieci anni di attività arbitrale non mi è mai piaciuto giudicare i colleghi anchè perchè arbitrare è sempre difficile ed ogni partita è diversa dalle altre. Comunque l'arbitro di venerdì sera non era sicuramente al top: lontano dalle azioni, fischiava ipotizzando che si fosse fatto un fallo e non perchè ha visto veramente un'infrazione. Inoltre parlava troppo con i giocatori, cosa che non mi è piaciuto vedere e fare. Ma non penso abbia condizionato il risultato della partita con delle decisioni errate. Spero comunque che in futuro l'Atletico sia così superiore all'avversario da non risentire di una decisione arbitrale sbagliata. A: Ah complimenti per la sua abilità con la fotocamera digitale, l'unica foto decente è stata la sua!!! R: La ringrazio, ma è stato un caso. Se mi permette ancora un'ultima cosa, ringrazio per questo spazio che mi avete concesso e del quale sono onorato. Inoltre ringrazio la dirigenza dell'Atletico Campetto che è sempre vicina ai suoi tifosi e soprattutto ringrazio i ragazzi che sudano in campo e che onorano la maglia che indossano. Questo per noi vale di più di qualsiasi vittoria. Vedere i giocatori che scendono in campo con i colori dell'atletico Campetto vale da solo il prezzo dell'abbonamento e della trasferta!! FORZA ATLETICO CAMPETTO!!!! Intervista 21/11/07 Mister Rubino A: Un cordiale buongiorno dalla vostra Monica Anali! Oggi è qui con noi il numero 7 dell'Atletico Campetto, nonchè vice-allenatore, Antonio Rubino! Antonio, innanzitutto fisicamente come ti senti? R: Bene direi...ho saltato una partita e non vedo l'ora di riprendere... ma tocchiamo ferro visto gli infortuni che ci hanno colpito. A:Finalmente siete tornati alla vittoria dopo 4 partite! La squadra come ha fatto a superare la crisi? R: Ho radunato la squadra negli spogliatoi, ci siamo guardati negli occhi e sapete cosa è successo? ...niente!!! (ndr espressione più colorita)...scherzi a parte abbiamo fatto un bagno di umitlà, abbiamo rimesso i piedi per terra e con la grinta e il cuore che ci unisce a questa maglia abbiamo fatto capire alle altre squadre che non siamo una semplice comparsa... nonostante gli infortuni che ci hanno colpito... A:Ma che cos'è successo in quelle partite maledette? Sembrava che non dovesse mai finire il periodo nero... R: Abbiamo interpretato male le partite e la condizione fisica non ci ha dato una mano. Perdevamo spesso la testa e non riuscivamo a fare il nostro gioco A:L'importante è che adesso la squadra acquisti sempre più fiducia in sè stessa e continui su questa strada. Come vedi la partita di venerdì? La Piazzetta sembra in difficoltà... R: Non mi interessa, noi guardiamo in casa nostra e vedo una squadra compatta che non ha voglia di perdere il ritmo delle ultime due partite. Giochiamo ogni partita per vincere e far bene, senza stare a guardare con chi giochiamo A:Finora il tuo rendimento personale è stato alterno: i tuoi movimenti in campo sono molto migliorati rispetto allo scorso anno, ma non è ancora arrivato il gol. Cosa ne pensi a proposito? R: Chi si aspetta che una punta debba segnare almeno due goal a partita ha perfettemente ragione, ma non è facile e anche per me psicologicamente quest'idea mi buttava un pò giù. Ma quando ho visto che con i miei movimenti riuscivo a liberare i miei compagni portandoli al tiro parecchie volte con successo, ho inziato a prendere consapevolezza che ciò che facevo per la squadra era buono anche se la palla non la metto dentro io A:C'è stato un momento in cui hai paventato l'ipotesi di un tuo cambio di ruolo: sei ancora di quest'idea? Ne hai parlato con l'altro mister? R: Viste le assenze che ci hanno colpito abbiamo dovuto inventarci un pò di ruoli per tutti. E' stata un'idea, mi sono trovato bene e se servirà in casi estremi potrà essere una soluzione A:A proposito, come ti trovi in questa doppia veste, giocatore e allenatore? R: Dovreste farla ai miei compagni questa domanda (sorriso) è una sfida che sto affrontando al meglio, mi sento più vicino alla squadra A:Antonio, ai tanti tifosi che invocano un tuo gol, cosa ti senti di rispondere? R: La prossima domanda? A:Grazie mille e in bocca al lupo! Intervista tripla 03/12/07 Roberto Gattari A: Siamo arrivati al giro di boa, nove partite sono andate e nove ne rimangono. Dodici punti conquistati e sesto posto la situazione odierna, come si può commentare la stagione "invernale" dell'Atletico Campetto? G: La nostra situazione rispecchia alla perfezione il nostro rendimento. Abbiamo vissuto momenti tragici in cui la sfortuna ci aveva preso di mira e noi gli davamo una mano, ma poi siamo stati molto bravi a reagire. Purtroppo siamo bravi a reagire tanto quanto siamo bravi a illuderci e così una vittoria per noi, diventa controproducente per l'incontro a seguire. E' stata questa la trama centrale del nostro cammino fin qui e ho temo lo sarà fino alla fine. A: E' soddisfatto di quanto fatto fin'ora? G: Se guardo la classifica no. Sono soddisfatto del modo in cui abbiamo invertito la rotta dopo quattro sconfitte consecutive, ma il modo in cui maturano le sconfitte quest'anno è assolutamente sbagliato. E poi per poter migliorare non bisogna mai essere soddisfatti. A: L'anno scorso al torneo Primavera la squadra aveva raccolto 12 punti in 10 gare, oggi si hanno gli stessi punti con una partita in meno. A parte questo dato, come si può paragonare la squadra di quest'anno da quella dell'anno scorso? ci sono stati miglioramenti o peggioramenti? G: Se la guardiamo sotto il punto di vista statistico direi che siamo migliorati: siamo più capaci di vincere. Dal mio punto di vista, però, la squadra è peggiorata molto. Non parlo di tasso tecnico o di tattica ma a livello mentale. L'anno scorso eravamo una squadra compatta, non eccelsa, ma tosta. Nessuna squadra, per quanto forte fosse, poteva permettersi la minima sbavatura con noi, eravamo sempre vivi e combattivi. Quest'anno non è così: quando ogni singolo elemento da il 100% siamo a mio avviso una delle più forti squadre del girone, molto più forti dello scorso anno, senza paragone. Il problema arriva quando si è convinti di essere più forti e non si fa niente per dimostrarlo, qui arrivano delle sonore mazzate che l'anno scorso non sarebbero mai arrivare. A: Quali sono i punti di forza di questo gruppo e quali sono gli aspetti da migliorare? c'è qualche giocatore che ha sorpreso nel bene o nel male? G: Il punto di forza e il punto critico siamo sempre noi stessi. Quando siamo convinti e concentrati è dura batterci per tutti. Ma ogni vittoria per noi diventa critica perchè innesca una reazione di appagamento che non ci fa giocare come nell'ultima partita: gambe molli e zero corsa ci portano solo a figuracce. E' un nostro grave difetto di quest'anno. A: Cosa ha da dire sul suo conto? C'è qualcosa che si rimproverebbe o che si pone come obiettivo individuale? G: Mha, ho giocato quattro partite e mezza in porta e altrettante in campo per via del mio infortunio e quello di Marcello. Penso di aver fatto il possibile in porta, ma non abbastanza in campo. Essendo stato fuori più di un mese sarà molto dura ricominciare ma non vedo l'ora, ginocchio permettendo A: Analizzi il girone: qual'è la squadra più forte, e quali sono le sue considerazioni sugli avversari? G: Vedo due squadre sopra tutte: il Real e le Percussioni. I primi hanno tecnica, velocità e un gioco abbastanza collaudato; i secondi hanno dalla loro anche l'esperienza e il blasone che possono avere solo dei campioni nazionali, ma non sono partiti benissimo e ora pagano un pò di ritardo. Io pongo l'Atletico al pari di Unicorno, Sait e Piazzetta perchè siamo tutte buone squadre, ma non abbiamo continuità, la spunterà chi terrà più a lungo la concentrazione al massimo. Le squadre rimanenti sono un gradino sotto, ma sono temibilissime allo stesso modo. E' un girone molto difficile dire "all'italiana", cioè puoi prendere scoppole da chiunque anche dall'ultima A: Ora le squadre nel girone sono tutte conosciute, qual'è l'obiettivo della squadra? G: Ora che conosco tutte le squadre non posso che essere arrabbiato e deluso di noi stessi. Potremmo essere tranquillamente terzi o quarti, ma non abbiamo ancora dimostrato il carattere giusto per rimanere così in alto per la durata di un campionato così lungo. Se non cambia qualcosa in noi penso che l'attuale posizione tra play-off e play-out sarà il nostro standard A: Concluda l'intervista con una sua dichiarazione conclusiva G: La squadra deve maturare e crescere sotto il punto di vista mentale, siamo psicologicamente troppo deboli e non sappiamo gestire ne i momenti difficili ne le vittorie. Dal punto di vista personale spero di aver superato l'infortunio e di cominciare a giocare con continuità e fare qualcosa di utile: la promessa dei 10 goal è ancora valida Federico Roffino A: Siamo arrivati al giro di boa, nove partite sono andate e nove ne rimangono. Dodici punti conquistati e sesto posto la situazione odierna, come si può commentare la stagione "invernale" dell'Atletico Campetto? R: Fino ad'ora il rendimento della squadra è stato alterno. Dopo una vittoria all'esordio, sono seguite 4 sconfitte e 3 vittorie consecutive. Credo che il primo obiettivo della squadra, per il girone di ritorno, sia quello di ritrovare maggiore equilibrio e continuità nelle vittorie. A: E' soddisfatto di quanto fatto fin'ora? R: Sono soddisfatto al 50%. Credo che la squadra meriti la posizione occupata, in fin dei conti alla sfortuna che abbiamo avuto contro il Blue Sof e il Sait UTD, è stata contrapposta la fortuna contro l'Atletico Pollino e La Piazzetta. Possiamo, anzi dobbiamo, dare di più. A: L'anno scorso al torneo Primavera la squadra aveva raccolto 12 punti in 10 gare, oggi si hanno gli stessi punti con una partita in meno. A parte questo dato, come si può paragonare la squadra di quest'anno da quella dell'anno scorso? ci sono stati miglioramenti o peggioramenti? R: Rispetto all'anno scorso la squadra ha perso nelle individualità, ma sotto il profilo del gioco espresso credo che ne abbia guadagnato. Non c'è un giocatore che si staglia al di sopra di tutti, e questo vuol dire che tutti e 10 i giocatori devono dare il massimo per la causa. A: Quali sono i punti di forza di questo gruppo e quali sono gli aspetti da migliorare? c'è qualche giocatore che ha sorpreso nel bene o nel male? R: Gli aspetti da migliorare sono principalmente due: la concentrazione e la grinta. Ripeto il concetto espresso prima: non abbiamo fenomeni in squadra, quindi è fondamentale che tutti diano il 110% per tutto il tempo che sono in campo. Non mi piace parlare dei singoli, ma credo che finora il reparto che si sia comportato meglio sia stata la difesa in generale, mentre abbiamo qualche problema a segnare. A: Cosa ha da dire sul suo conto? C'è qualcosa che si rimproverebbe o che si pone come obiettivo individuale? R: Vorrei imparare meglio a scindere il doppio ruolo di allenatore-giocatore: quando sono in campo delle volte non ho la lucidità adatta per seguire anche i miei compagni, questo è dovuto al fatto che sono un giocatore passionale e quando sono in campo dò tutto me stesso. Per quanto riguarda le mie prestazioni devo dire che rispetto all'anno scorso sto giocando leggermente meglio, forse perchè sto assimilando il ruolo di centrocampista, ma posso, anzi devo dare ancora di più. A livello caratteriale invece devo imparare a parlare di meno, ma questo è sempre dovuto al fatto che io vivo la partita in un certo modo. A questo proposito però mi faccio un complimento per il comportamento tenuto nell'ultima mia partita con La Piazzetta. A: Analizzi il girone: qual'è la squadra più forte, e quali sono le sue considerazioni sugli avversari? R: Anche se non l'ho vista, credo che la squadra più forte sia il Real Super Skunk. Mi aspettavo di più dalle Percussioni Circensi, per il resto penso che siano tutte squadre alla nostra portata. A: Ora le squadre nel girone sono tutte conosciute, qual'è l'obiettivo della squadra? R: Rimango dell'idea che l'Atletico Campetto possa tranquillamente arrivare al 4°-5° posto, ma solo a patto che la squadra migliori nelle caratteristiche che ho enunciato prima. Altrimenti rimarremo nell'anonimato ed avremo solo dei rimpianti. A: Concluda l'intervista con una sua dichiarazione conclusiva R: Mi prefiggo l'obiettivo di migliorare sotto l'aspetto caratteriale e delle prestazioni; se ognuno di noi punterà a migliorare sè stesso non farà altro che migliorare la squadra. Antonio Rubino A: Siamo arrivati al giro di boa, nove partite sono andate e nove ne rimangono. Dodici punti conquistati e sesto posto la situazione odierna, come si può commentare la stagione "invernale" dell'Atletico Campetto? R: Non brillantissima. Abbiamo regalato punti preziosi agli avversari in almeno tre partite per nostri demeriti. Ma conto che da ora conoscendo meglio le squadre affrontate, prenderemo le giuste misure per poter fare un girone di ritorno migliore dell'andata A: E' soddisfatto di quanto fatto fin'ora? Come detto non tanto. Anche se rispetto al campionato precedente ci conosciamo meglio e il gioco è leggermente migliorato. Pecchiamo un pò troppo in sicurezza e ne paghiamo le conseguenze. Poi c'è anche il capitolo infortuni: abbiamo praticamente giocato una sola volta con la formazione titolare al completo A: L'anno scorso al torneo Primavera la squadra aveva raccolto 12 punti in 10 gare, oggi si hanno gli stessi punti con una partita in meno. A parte questo dato, come si può paragonare la squadra di quest'anno da quella dell'anno scorso? ci sono stati miglioramenti o peggioramenti? R: Sono due squadre diverse: l'anno passato avevamo un portatore di palla, un trequartista che faceva gioco (Sardelli ndr). Oggi giochiamo più come squadra senza un riferimento fisso in mezzo al campo. Senza dubbio il miglioramento c'è stato ma siamo ancora troppo leziosi. A: Quali sono i punti di forza di questo gruppo e quali sono gli aspetti da migliorare? c'è qualche giocatore che ha sorpreso nel bene o nel male? R: Da migliorare sicuramente l'aspetto psicologico, l'approcio alla partita e i passaggi. Tutti abbiamo fatto un salto di qualità come squadra perchè ci sono meno individualismi A: Cosa ha da dire sul suo conto? C'è qualcosa che si rimproverebbe o che si pone come obiettivo individuale? R: Per ora solo il goal che ancora non arriva A: Analizzi il girone: qual'è la squadra più forte, e quali sono le sue considerazioni sugli avversari? R: Chi è primo è più forte, chi è ultimo e più scarso. Noi siamo in mezzo ed è giusto così A: Ora le squadre nel girone sono tutte conosciute, qual'è l'obiettivo della squadra? R: Penso che si possa tranquillamente pensare di poter rientrare tra le prime cinque. Se recuperiamo i punti persi con le due o tre squadre a cui abbiamo regalato i tre punti possiamo essere ottimisti A: Concluda l'intervista con una sua dichiarazione conclusiva R: Ciao Intervista tripla 09/01/08 Roberto Gattari A: Buongiorno, come sono andate le ferie? Passate bene? G: Le vacanze sono andate bene, un vero toccasana per il corpo e lo spirito. Sono state due settimane molto positive che mi hanno dato la carica giusta per ricominciare in questo 2008. A: La bilancia ha chiesto pietà, dopo gli innumerevoli cenoni, oppure si è contenuto col cibo? G: Diciamo che il mio peso forma non coincide con quello attuale. E' forse l'unico aspetto negativo di queste ferie, ma un aumento di peso era in preventivo, ho la carica giusta per poter risolvere questo piccolo problemino. A: Pronto a tornare in pista? Sia nel lavoro che nel calcio... G: Prontissimo. Ricominciare subito con i capolisti sarà dura ma anche una bella sfida. Per noi d'ora in poi saranno tutte delle finali e quindi da giocare come tali. Sono felice e elettrizzato da questa sfida, quasi fosse la prima volta che devo scendere in campo. A: La prima sfida del 2008 vede un big-match terrificante contro il Real Super Skunk...Obiettivo? Sensazioni? G: Come dicevo prima sarà dura, ma per me è anche un volano incredibile per aumentare la mia voglia di tornare subito in campo. Ho terminato il 2007 tra i pali con una secca sconfitta, la mia voglia di rivincita è altissima e iniziare contro un avversario titolato e che ci ha sempre battuto penso sia il modo migliore. L'obiettivo è fare il possibile per la squadra e possibilmente vincere: è un risultato che solo dando tutti il 110% si può ottenere ma sono ottimista. A: Ha stilato una lista di "buoni propositi calcistici" per l'anno che verrà? G: La mia promessa dei 10 goal in campionato è ancora valida e la tengo come primo obiettivo personale, sperando di poter giocare con più continuità lontano dalla porta, anche se il pensiero principale va sempre rivolto al bene della squadra. A livello di collettivo penso che centrare i play-off sia un obiettivo grande e difficile, per questo dobbiamo fare di tutto per raggiungerlo. A: In bocca al lupo x giovedì! G: Crepi il lupo e il Real Super Skunk! Federico Roffino A: Buongiorno, come sono andate le ferie? Passate bene? R: Buongiorno a lei. Tutto bene, grazie. Diciamo che non sono state vere e proprie vacanze...ho dovuto sbrigare dei lavoretti in casa e poi mi sono ammalato. Avrei voluto riposarmi di più ma tant'è...va bene così! A: La bilancia ha chiesto pietà, dopo gli innumerevoli cenoni, oppure si è contenuto col cibo? R: La bilancia ha chiesto pietà ma io non gliel'ho accordata...Non mi sono strafogato nel cibo ma, avendo avuto l'influenza, non ho potuto smaltire per bene. Cercherò di recuperare il peso forma il più presto possibile! A: Pronto a tornare in pista? Sia nel lavoro che nel calcio... R: Col lavoro lasciamo stare...inutile dire che manca la voglia! Invece non vedo l'ora di tornare a calcare i campi: queste 3 settimane di fermo sono state troppo lunghe! Per fortuna lunedì ho effettuato una partitella amichevole, non ho sentito particolari dolori alle gambe e questo mi fa ben sperare per giovedì! A: La prima sfida del 2008 vede un big-match terrificante contro il Real Super Skunk...Obiettivo? Sensazioni? R: Obiettivo principale è quello di intercalarci subito con la ripresa del campionato, entrare in partita e cercare di dare il 110% per ottenere un risultato prestigioso. Difficile, ma non impossibile da ottenere. Non ho sensazioni, senonchè la voglia di fare bene. Mi sento carico come una molla. A: Ha stilato una lista di "buoni propositi calcistici" per l'anno che verrà? R: L'obiettivo è uno solo: centrare i play-off: anche in questo caso sarà dura, ma se sapremo disimpegnarci come in certe partite, allora non dovremo temere rivali. A: In bocca al lupo x giovedì! R: Grazie e crepi! Fabio Guerra A: Buongiorno, come sono andate le ferie? Passate bene? G: Buongiorno anche a lei. E' sempre un piacere poter apparire sulla pagine della rivista dell'Atletico Campetto. Le vacanze natalizie sono andate bene. Ho potuto riposare parecchio e ne ho approfittato per fare qualche lavoretto a casa e preparare le nuove coreografie e striscioni per il 2008. A: La bilancia ha chiesto pietà, dopo gli innumerevoli cenoni, oppure si è contenuto col cibo? G: Devo dire che mi sono abbastanza contenuto rispetto agli altri anni. Inoltre ho sempre fatto attività fisica e quindi non ho rovinato molto la linea. Anche perchè peggio di così vorrebbe dire diventare obeso. Sono riuscito ad andare a correre parecchie volte anche in compagnia. In tutta onestà pensavo di poter effettuare un'allenamento nonchè un'animichevole con i miei beniamini, ma purtroppo e saltato tutto. Sarà per la prossima volta. A: Pronto a tornare in pista? Sia nel lavoro che nel calcio... G: Nel lavoro sono già in pista dal 2 gennaio, ormai mi sono riabituato al ritmo lavorativo. Nel calcio sono sempre pronto a supportare i grandi campioni rosso-blu. Spero vivamente che lo siano anche loro, ma non dubito assolutamente. So che li anima una grande passione per questo sport e per la maglia che indossano ed anche sono non si è potuto svolgere alcun allenamento di squadra, sono certo che individualmente hanno lavorato per non sfigurare al ritorno in campo. A: La prima sfida del 2008 vede un big-match terrificante contro il Real Super Skunk...Obiettivo? Sensazioni? G: Devo dire che incontrare il Real Super Skunk è sempre causa di timore. Sono una squadra tecnicamente valida, che corre e che si trova abbastanza bene in campo. Sono avversari ostici contro i quali le statistiche ci danno sfavoriti, ma anche noi siamo cambiati. Ora la squadra sta giocando bene. L'obiettivo è ovviamente la vittoria. Le sensazioni lasciano il tempo che trovano. A: Ha stilato una lista di "buoni propositi calcistici" per l'anno che verrà? G: Spero assolutamente che la squadra si classifichi almeno al quinto posto per poter affrontare il play-off. Sarebbe un gran risultato. A: In bocca al lupo x giovedì! G: che crepi il lupo!!!! Intervista tripla 23/06/08 Roberto Gattari A: Buongiorno Capitan Gattari. La stagione si è conclusa ormai da una settimana abbondante ed è tempo di tirare le fila. Come giudica l'intera stagione dell'Atletico Campetto? G: Buongiorno Monica e buongiorno a tutti i tifosi. Questa prima stagione è stata veramente lunga e penso che esprimere un giudizio per tutto sia davvero difficile. Essendo la prima stagione non sapevamo nemmeno noi cosa aspettarci. L’inizio è stato difficile anche a causa di una preparazione superficiale. Dopo alcune gare abbiamo trovato la giusta quadra e al giro di boa il nostro 3°posto ce l’eravamo guadagnati. Penso che avremmo potuto far davvero un ottimo finale di stagione senza il calvario degli infortuni. Mancare la qualificazione ai Play-off è stata una brutta botta e il morale ha cominciato a precipitare anche perché i nuovi acquisti non riuscivano a dare la giusta carica. E’ stato un finale di stagione difficilissimo, ma anche questo fa esperienza e noi abbiamo molto bisogno di fare esperienza. La cosa che mi fa ben sperare è che, nonostante tutto, quando volevamo i risultati sono arrivati. Chiedetelo al Peyron! A: Gli obiettvi a suo parere sono stati raggiunti o si poteva fare di meglio? G: Bhe direi di no. L’obiettivo ad un certo punto era la qualificazione ai Play-off e l’abbiamo mancata. In CoppaRino non abbiamo superato il girone e nel Primavera siamo arrivati ultimi. No, gli obiettivi sono stati mancati completamente. Ma se consideriamo tutto abbiamo anche delle attenuanti dalla nostra parte. E poi ripeto, anche nel massimo delle avversità siamo riusciti a dimostrare carattere volendo. A: Ci sono delle affinità con il Campionato Primavera dello scorso anno? G: Abbiamo visto due Atletico Campetto diversi. L’anno scorso la squadra era nuovissima, i giocatori non si conoscevano; ma c’era entusiasmo e un’individualità non da poco come Sardelli. Quest’anno al Primavera la squadra è arrivata stanca e con il morale a terra. Abbiamo perso strada facendo anche Ferraro e Guerra, e Rosso è riuscito solo in parte a nascondere le lacune a centrocampo. Sostanzialmente mi piaceva di più l’Atletico dell’anno scorso, anche se penso che anche quella squadra avrebbe faticato molto in questo girone. In tutti e due gli anni abbiamo trovato le future finaliste nel raggruppamento, ma al primo anno il livello delle out-siders era decisamente inferiore. A: E' arrivata l'estate, e con essa pure il calciomercato. Secondo lei, la Società deve intervenire per rafforzare la squadra, oppure va bene così? E nel primo caso, in che ruoli bisogna intervenire? G: La società è formata da noi giocatori e siamo abbastanza adulti per capire cosa ci serve. Innanzitutto c’è la grana portiere: è un nodo annoso che non si riesce a sciogliere. Quest’anno abbiamo schierato 5 portieri differenti, direi un po’ troppi per creare un progetto a lungo termine. La dirigenza ora come ora si sta muovendo in più direzioni, ma purtroppo non è facile trovare un buon elemento in grado di garantire le presenze. Stiamo lavorando su un paio di nomi, purtroppo il tempo stringe, speriamo di fare la scelta giusta. Per il resto la squadra è confermata: Roffino tornerà a far ragionare il centrocampo e DiViesto sostituirà ufficialmente l’infortunato Ferraro. Quest’anno il nostro problema più grande è stato l’infermeria: cercheremo di annullare l’inconveniente costruendo uno strato di “riserve” in grado di mantenere alto il livello della squadra anche in caso di assenze. Anche se speriamo che il periodo di m***a sia finito! A: La sua personale stagione è stata costellata da una fastidiosa tendinite al ginocchio. Innanzitutto: come sono le sue attuali condizioni fisiche? G: Attualmente sono felice che la stagione si sia conclusa. Il dolore stava diventando di nuovo troppo acuto per giocare, e nemmeno due partite in porta mi hanno aiutato ad attenuare il male. Nelle ultime partite ho cercato di ridurre al minimo le conclusioni per evitare il dolore più forte. Questa settimana o la prossima cercherò di prenotare una risonanza magnetica per vederci chiaro e per accertarmi che si tratti solo di una tendinite. Spero che le vacanze e il riposo mi guariscano definitivamente. A: Come giudica la sua stagione? G: La mia stagione la divido in due ma con un minimo comun divisore: la sfortuna! Che poi è stato il collante di tutta la squadra. La mia stagione tra i pali la giudico in maniera positiva, non penso di aver fatto troppo male considerando il fatto di essere fuori allenamento. Come esempio della stagione prenderei la mia partita contro il Vallesauglio: paro il rigore e sulla respinta dopo aver bloccato il pallone l’avversario entra e mi infortuna. Da li in poi un calvario fino al fischio finale e tre goal evitabilissimi al passivo. La mia stagione fuori dai pali la considero da 5.5. Ero partito bene, segnando anche 4 goal in altrettante partite. Dopo la parentesi in porta si era venuto a creare il giusto feeling a centrocampo e giocavamo molto bene ma non riuscivo più a concretizzare come volevo. Poi l’infortunio di Roffino e da li sono cominciati i grossi problemi a centrocampo. Da centrale non mi sono trovato male, ma immagino di non essere riuscito a far bene. Servono grande senso della posizione, tecnica e i tempi giusti, cosa che non possiedo. Non parliamo poi della collezione di pali e traverse: ogni partita puntualmente ne prendevo minimo uno, dopo un po’ diventa frustrante. Sono un po’ deluso da me stesso, ma questo servirà da spinta il prossimo anno. Mi piacerebbe anche provare a giocare in attacco, ne ho già parlato con i mister sulle possibilità. Forse sperimenteremo qualcosa, ma se Rubino continua così mi sa che mi conviene tenermi la fascia sinistra prima di ritrovarmi fuori rosa! A: Ci racconti le sue sensazioni provate nella riunione di giovedì scorso: il giorno della partita, gli allenamenti... G: La riunione era doverosa e serviva per fermarci a riflettere sulla stagione passata e cosa molto più importante pensare al futuro. Chiudere una stagione in questo modo è davvero brutto e frustrante, meglio avere le idee chiare quando si cerca di ripartire. Purtroppo qualche componente non è potuto essere presente e questo mi spiace molto perché complica anche il lavoro gestionale e amministrativo. Il giorno della partita non è un punto facile: tutto dipende in primis dalla questione portiere, poi ci sono i problemi personali di ognuno. Far parte di una squadra vuol dire sacrificarsi e non è facile, soprattutto quando non sono tutti a farlo. Personalmente preferisco il venerdi per scaricare la settimana, ma negli altri giorni non ho problemi specifici. Qualsiasi sarà il giorno definitivo spero che tutti possano essere soddisfatti. Gli allenamenti sono un punto fondamentale sul quale è giusto insistere. Gli infortuni penso siano dovuti anche a una preparazione inesistente. A settembre serviranno 2 settimane di preparazione esclusivamente atletica e poi fare un allenamento alla settimana per curare l’aspetto tecnico-tattico. Quando si discute di queste cose si è sempre tutti d’accordo, poi nel momento di mettersi in tuta e allenarsi non c’è mai nessuno. Spero che il prossimo anno cambierà perché non ho più intenzione di vedere me e i miei compagni doppiati dagli avversari. A: I tifosi si chiedono preoccupati che fine farà l'Atletico la prossima stagione. Che cosa si sente di dire loro, in qualità di Capitano? G: La risposta da parte mia è chiara: l’Atletico ci sarà! I nostri mezzi non sono certo quelli di una superpotenza, ma da quando esistiamo abbiamo dimostrato di essere una squadra di cuore e combattente. Solo così potremmo vivere. Il prossimo anno ce la metteremo tutta per risorgere e se la sfortuna ci lascerà in pace penso che arriveranno delle belle soddisfazioni. Mi piace pensare che quello che ci è stato tolto quest’anno ci verrà riconsegnato in futuro con gli interessi. Chiedo solo una cosa ai tifosi: tornate a seguirci! A: Un'ultima domanda: se nel girone dell'Atletico capitasse il Peyron, quale sarebbe il primo pensiero che le passa per la testa? G: Bhè penso che ci saranno due belle partite. Storicamente abbiamo sempre avuto nei gironi campioni provinciali o nazionali e squadre che successivamente vinceranno i tornei. Non ci hanno mai spaventato questo genere di partite, essendo una squadra di grande cuore finiamo per esaltarci contro questo genere di avversari anche se non sempre ci va bene. Non mi interessa chi avremo di fronte: ci sono moltissime squadre forti iscritte all’Msp, mi vengono in mente anche Real Super Skunk, Percussioni, Piazzetta, Ravanello…tutte squadre più forti di noi tecnicamente, e sicuramente ne incontreremo qualcuna. Spero non tutte!!! :DDD Il prossimo anno dovremo tornare a essere protagonisti, anche dovessimo incontrare Manchester o Inter. A: Arrivederci e buone vacanze! G: Buone vacanze anche a lei! Federico Roffino A: Buongiorno Mister Roffino. La stagione si è conclusa ormai da una settimana abbondante ed è tempo di tirare le fila. Come giudica l'intera stagione dell'Atletico Campetto? R: Beh non si può certo dire che la stagione sia stata tanto positiva... Fino a Natale siamo stati altalenanti, abbiamo alternato buone prestazioni ad altre totalmente prive di senso, però siamo riusciti a rimanere in scia per la qualificazione ai play-off, poi dopo Natale siamo completamente crollati e non siamo riusciti a qualificarci. Non commento la Coppa Rino, davvero allucinante...mentre invece il Campionato Primavera ha riportato un po' di entusiasmo nella squadra, sia grazie all'impegno dei senatori che all'innesto di Rosso. A: La sua stagione si può definire divisa in due. Il grave infortunio può essere preso come spartiacque tra l'anno da giocatore e l'anno da allenatore. Come giudica la sua stagione da calciatore? R: Da calciatore devo dire che ho migliorato le mie prestazioni rispetto all'anno scorso. Inizialmente mi sono disimpegnato come difensore, poi sono stato spostato a centrocampo: questo cambio è stato per me un fatto molto positivo perchè mi ha responsabilizzato e mi ha permesso di giocare nel mio ruolo preferito. Non si è ancora visto il miglior Roffino però ero sulla buona strada, poi le vacanze di Natale e soprattutto l'infortunio mi hanno tarpato le ali. A: La sua annata da mister? R: E' andata di pari passo con la squadra, per cui maluccio... Nel periodo post natalizio, e soprattutto dopo l'infortunio, non sono riuscito a trsmettere le grandi motivazioni che avevo dentro di me, nonostante la squadra avesse tutte le carte in regola per andare ai play-off. L'anno prossimo conto di fare del mio meglio per spronare la squadra a migliorarsi, nutro tantissima fiducia verso gli allenamenti che faremo: stavolta sarò peggio di un martello pneumatico, non ci sarà pietà per nessuno...! A: A quanto pare la squadra ha dimostrato di essere Roffino-dipendente. Senza di lei una solo vittoria e qualche pareggio sul campo. Come mai? Cosa è successo alla squadra? R: La squadra ha mancato il salto di qualità: secondo me è mancata un po' di autostima. Nel momento in cui sono successi i vari infortuni il gruppo non è riuscito a reagire e ha mollato. Però sono convinto che tutto fa esperienza e carattere, sono sicuro che se dovesse succedere una situazione simile anche l'anno prossimo, stavolta le cose andranno diversamente. A: Cosa le è piaciuto di più in questa stagione della sua squadra? R: In qualità di Mister devo fare attenzione ai particolari, per cui ne cito alcuni: la voglia di goal di Rubino, che non si è mai abbattuto nonostante la difficoltà del ruolo; la grinta di capitan Gattari, che è sempre stato l'ultimo ad arrendersi; l'attaccamento alla squadra mia e di Daniele Ferraro nonostante gli infortuni; la voglia di esserci di Davide Vecchiattini nonostante il persistente dolore al ginocchio; il tremendismo di Di Viesto che da quando è stato spostato in difesa è stato sempre uno dei migliori; il sacrificio dei vari La Rosa, che ha giocato a centrocampo, e Andrea Grio, che si è sistemato in porta (e con ottimi risultati); De Rinaldis e Andrea Vecchiattini che non hanno mai fatto casino nello spogliatoio; Daniele Gattari, il più giovane ma uno che non molla di un centimetro...sono queste le basi su cui l'Atletico deve appoggiarsi per fare una grande annata. A: Gli aspetti negativi invece? R: Beh c'è ancora tanta inesperienza da parte di tutti, e poi ho notato la mancanza di carattere quando le cose sono girate male: quella voglia di "buttare il cuore oltre l'ostacolo" è mancata nei momenti chiave della stagione. A: Come ha vissuto l'infortunio? La preoccupa il duro lavoro che sta svolgendo per poter rientrare in squadra? R: L'infortunio l'ho vissuto molto male, soprattutto all'inizio. Dapprima i medici mi avevano illuso che poteva trattarsi di una semplice distrazione del legamento collaterale, ma nel momento in cui mi sono affidato ad un ortopedico di fiducia e ho fatto la risonanza magnetica, è stata subito appurata la rottura del crociato anteriore. Il dover stare lontano dai campi per tutto questo tempo , cosa mai successa nella mia carriera, e il non poter aiutare i miei compagni, mi hanno davvero fatto crollare il mondo addosso. Col tempo, e soprattutto grazie alle persone più care che mi sono state vicino, ho trovato il giusto equilibrio e adesso ho di nuovo una grande motivazione per tornare quello di prima. Il primo gol lo dedicherò a tutte quelle persone. A: Come vede la prossima stagione? Ci sarà un ritorno al vecchio Atletico che ci entusiasmava o dobbiamo abituarci al fondo classifica? R: Sono più che convinto che torneremo ad entusiasmare i nostri tifosi. Per far questo però bisognerà lavorare duramente tutti assieme, nel fare gli allenamenti, aggiustare ciò che non va, e trasmettere la grande voglia di fare bene. Io ci sono, sono sicuro che ci saranno anche tutti gli altri. A: In cosa cambierà l'Atletico e in che direzione dovrà lavorare? R: Tatticamente ci saranno delle modifiche, dipende anche dalla squadra che la Società mi darà; inoltre ribadisco per l'ennesima volta che gli allenamenti saranno fondamentali. A: Ora le vacanze poi si ritorna. I tifosi vogliono sentire una sola cosa da lei: che da ottobre sarà subito disponibile. Li accontenterà? R: Sto lavorando duramente proprio in quella direzione: ogni giorno faccio qualcosa, sia col fisioterapista che da solo: esercizi, cyclette, nuoto...mi dò molto da fare!! I miglioramenti sono impercettibili, ma a lungo andare comincio a sentirli, d'altronde è una rieducazione che ha bisogno di molto tempo...cercherò di essere pronto per ottobre, io ci credo! Anzi sono sicuro che tornerò più forte di prima! A: Cosa chiede invece lei ai suoi compagni? R: Di non mangiare troppo quest'estate, di fare qualcosina per tenersi in allenamento, e soprattutto di entrare nella mentalità che dall'anno prossimo non si sgarrerà più: stavolta dovremo fare il salto di qualità! A: Salve e buone vacanze! Antonio Rubino A: Buongiorno Mister Rubino. La stagione si è conclusa ormai da una settimana abbondante ed è tempo di tirare le fila. Come giudica l'intera stagione dell'Atletico Campetto? R: Buongiorno. La stagione non è stata eccellentissima. Eravamo partiti bene, ma quando abbiamo perso per infortunio il nostro perno di centrocampo ci siamo smarriti. Abbiamo provato a sostituirlo con 3 o 4 persone ma non siamo riusciti a trovare la quadra. A: La sua annata ha tardato a decollare, ma nel finale sembrava aver trovato un buon ritmo. 5 goal nel finale di campionato invernale e 6 nel primavera. Cosa è cambiato? R: Non è cambiato molto. Gli elementi sono sempre gli stessi e giocando sempre di più insieme i movimenti tra me e il centrocampo vanno migliorando. Molte più azioni vanno a buon fine rispetto a prima. A: Lei ha segnato 11 goal e risulta il giocatore più prolifico della squadra. Una bella soddisfazione. Si sente appagato o no? R: Non si è mai appagati quando si è coscenti che si può fare molto di più. 5 o 6 goal in un campionato non sono molti se guardiamo la classifica marcatori. Ma c'è anche da dire che rispetto all'anno passato anche il resto della squadra ha dato il suo contributo realizzativo e io gioco anche per i miei compagni cercando di aprire più spazi per loro. A: A quanto pare la squadra ha dimostrato di essere Roffino-dipendente. Senza Roffino una solo vittoria e qualche pareggio sul campo. Come mai? Cosa è successo alla squadra? R: Dire che siamo Roffino dipendenti è esagerato. Sicuramente con lui abbiamo perso il giocatore migliore in quel punto del centrocampo. Non abbiamo altri elementi in quella posizione e risulta difficile far abituare qualcun altro a un ruolo così importante, quindi abbiamo faticato parecchio senza di lui. A: Cosa le è piaciuto di più in questa stagione della squadra? R: Mi duole dirlo, ma sinceramente poco. Le note positive si contano sulle dita di una mano. Un discreto portiere come Grio che ci ha stupito tutti, un ottima difesa con DiViesto, DeRinaldis e Gattari D e purtroppo nulla più A: Gli aspetti negativi invece? R: Diciamo che siamo stati penalizzati parecchio dagli infortuni. Le assenze pesanti di Roffino e Ferraro ci hanno letteralmente tagliato le gambe. Poi le condizioni non sempre ottimali di Vecchiattini D, Gattari R e mie hanno anche inciso su parecchie partite. Non vogliamo usarla come attenuante per la disastrosa annata, ma è stata un buona fetta di negatività. Il resto poi arriva dalla poca vena realizzativa, poco gioco, poca voglia e grinta. Non bastano 2 partite su 10 giocate veramente bene a far impaurire gli avversari. A: Tanti troppi infortuni hanno colpito la squadra. Pensa che una buona preparazione atletica potrà ovviare a un ripetersi di questi spiacevoli avvenimenti? R: Ci stiamo attrezzando per effettuare una preparazione estiva migliore rispetto quella precedente con l'inserimento di un allenamento settimanale anche durante il campionato. Speriamo che tutti partecipino con assiduità affinchè la squadra faccia il salto di qualità che doveva esserci quest'anno. A: Come vede la prossima stagione? Ci sarà un ritorno al vecchio Atletico che ci entusiasmava o dobbiamo abituarci al fondo classifica? R: Spero per tutti e in primis per noi giocatori in un ritorno al vecchio Atletico. C'è una gran voglia di riscatto A: In cosa cambierà l'Atletico e in che direzione dovrà lavorare? R: Non cambierà molto. Finalmente ritroveremo il nostro Roffino e riusciremo a vedere un pò più di gioco e speriamo anche qualche goal in più. Ferraro ne avrà ancora per un bel pò ma la difesa è il reparto che mi preoccupa di meno, chi l'ha sostituito ha fatto più che bene. Inoltre siamo alla ricerca di un portiere che si dedichi completamente a stare in porta, cosa che quest'anno non è accaduto visto la girandola di persone che sono state in porta in base alle esigenze A: Ora le vacanze poi si ritorna. I tifosi vogliono sicuramente di più anche da lei. Vorrebbero poter contare su un giocatore da 20 goal stagionali. Li accontenterà? R: Ci proverò come ho sempre fatto. Ma stiamo con i piedi per terra. Vorrei prima vedere un Atletico Campetto arrembante come l'anno scorso, poi chi segna viene in secondo piano... sperando che sia quasi sempre io! A: Cosa chiede invece lei ai suoi compagni? R: Solo tre cose: voglia di riscatto, grinta e determinazione A: Salve e buone vacanze! R: Ciao --------------------------------------------- Intervista 08/01/08 Roberto Gattari A: Buongiorno capitan Gattari, come ha passato le vacanze? G: Bene Monica, anche se si sa, le vacanze finiscono troppo in fretta e il tempo per riposarsi manca sempre. A: L'anno 2008 si è concluso: non è stato un anno molto positivo calcisticamente parlando. Cominciamo parlando di lei: un anno passato dapprima sulla fascia, e poi, dopo l'infortunio di Roffino, a centrocampo, dando in ogni circostanza l'esempio ai compagni. Le va di ripercorre il suo 2008? Come l'ha vissuto a livello personale? G: Mi sento di dire che questo 2008 è stato un anno di delusioni. Un anno fa di questi tempi mi sentivo carico per affrontare un girone di ritorno al massimo della forma, pronto per aiutare la squadra a centrare ambiziosi obiettivi. Sulla fascia mi sono sempre trovato bene e con i compagni avevamo raggiunto una buona sintonia, nonostante ogni tanto ritornavo tra i pali. Con l’infortunio di Federico la società è tornata sul mercato prima con Sardelli e poi con Rosso. Nonostante ciò ho trovato sempre più spazio al centro, proprio al posto di Federico. All’inizio è stata molto dura, non sapevo bene cosa fare e spesso mi trovavo in difficoltà e mettevo in difficoltà anche i compagni. Sulla fascia si lavora molto più di polmoni, al centro si deve lavorare più di fino, soprattutto in fase di possesso palla. In questo campionato invernale si può dire che ho definitivamente abbandonato la fascia a favore del centro. Ora mi trovo meglio ma so di non essere il massimo in questa zona del campo, i limiti tecnici e di esperienza si fanno sentire. Anche se sto iniziando a sentirmi più a mio agio e a trovare la via del goal. I risultati della squadra però non sono incoraggianti e spero che il 2009 riporti la normalità in squadra. A: La novità di questi ultimi mesi è stato l'arrivo di Sardelli come nuovo mister. Come ha vissuto la vicenda? Ci può fare da portavoce della squadra? G: Sinceramente all’inizio della storia ero scettico. Quando mi è stato chiesto di inserire il sondaggio non avevo dato molto peso alla questione, invece lo spogliatoio ha deciso per il cambiamento. Anche dopo la decisione di cambiare staff tecnico sono rimasto in attesa di sviluppi, sinceramente pensavo fosse questione di giorni o settimane al massimo e poi tutto sarebbe tornato come prima. Invece devo dire che Sardelli mi ha stupito, si è subito calato con dedizione in questo ruolo e il suo impegno supera di molto quello di alcuni giocatori! La sua presenza è costante e non ha timore di prendere decisioni anche dure nei confronti di chi si impegna meno o si presenta in ritardo. Sono contento e spero che questo alla lunga potrà darci una mano. Come però avevo sottolineato prima di questo cambiamento, Sardelli o Roffino, non sono loro che in campo devono vincere le partite e devono fare la differenza, il problema siamo noi che andiamo in campo. Infatti i risultati continuano a mancare e penso che alla fin fine tutta questa storia abbia alzato un gran polverone e non sia servita a granchè. A: Cosa pensa del lavoro di Sardelli in questo inizio d'avventura? G: Penso che Sardelli stia lavorando bene. Come ho già detto mi ha decisamente stupito con la sua costanza e dedizione. Ho molto apprezzato alcune scelte come quella di variare il tempo di presenza in campo in base a impegno e serietà. E’ stato molto utile e intelligente sfruttare la settimana a cavallo di capodanno per fare allenamento. Altre volte invece non la pensiamo uguale, ma lui è il mister e quindi io devo accettare le sue scelte. Non ci sono problemi. Il vero problema è un altro: l’impegno di Sardelli non è corrisposto da chi l’ha voluto e votato e che il venerdi scende in campo. Un mister può prendere scelte giuste o sbagliate, aiutarci da fuori, ma in campo ci vanno i giocatori. Se manca l’impegno dei giocatori mancano i risultati, mi sembra evidente. Mi sento di promuovere Sardelli, lui fa quello che deve: manda i messaggi delle convocazioni, dirige gli allenamenti e decide le sostituzioni. La squadra invece deve scendere in campo e dare tutto per vincere, per questo va bocciata in blocco: partite come quella con La Piazzetta devono essere vinte senza scuse! A: Insomma un 2008 da dimenticare, oppure salva qualcosa di questi 366 giorni? G: Si, il 2008 è un anno da dimenticare in tutto e per tutto. Se devo proprio salvare qualcosa mi vengono in mente alcune partite in cui abbiamo mostrato quello che veramente possiamo fare: il 3-3 con il Real, il 5-1 con i Sait e il 2-1 con il Peyron. Partite giocate fino all’ultima goccia di sudore e terminate a testa altissima, fieri di indossare questa maglia. Peccato che stiamo parlando di eventi sporadici. A: Passiamo ora al 2008 dell'Atletico Campetto: 4 vittorie ufficiali (di cui 2 a tavolino n.d.r.) non c'è molto di meglio da dire vero? G: Assolutamente. La squadra aveva iniziato il 2008 con una carica e uno stato di forma eccezionale. Purtroppo l’infortunio di Federico è coinciso con la fine di tutti i sogni. Tutti sapevamo la sua importanza in campo, ma forse nessuno poteva prevedere un simile tracollo senza lui. L’infortunio di Daniele ha poi completato il quadro privandoci dell’ennesima colonna della squadra. La mia speranza è che tutto questo sia stato solo un incubo e che il 16 gennaio tutto si riallacci e continui quello che fu stroncato un anno prima. Altrimenti è dura proseguire. A: L'unica soddisfazione, peraltro molto grande, è stato il 2-1 contro il Peyron. Che cos'è successo in quella partita di diverso rispetto alle altre? G: A livello mio personale assolutamente niente. Prima di ogni partita cerco il massimo della concentrazione per dare il meglio e così ho fatto anche quella sera. Semplicemente la squadra ha risposto bene e si è comportata da tale. Il gruppo era compatto e coeso e tutti hanno lavorato nella stessa direzione. Il risultato è stato la giusta ricompensa, impreziosito anche dalla reazione assolutamente antisportiva degli avversari: questo forse ha fatto crescere esponenzialmente il valore di quei 3 punti. Però a questo proposito voglio ricordare che ci sono state molte altre partite giocate molto bene dalla squadra, ma in quei casi forse è mancato un pizzico di fortuna. A: All'inizio di questo campionato la squadra sembrava ricaricata e pronta a ricominciare nel migliore dei modi, ma qualcosa non ha funzionato. Cosa? G: Difficile dirlo. Se avessi la risposta a questa domanda a quest’ora non saremmo in queste condizioni. Penso sia un mix di componenti. Iniziando con l’autocritica dobbiamo sottolineare il basso livello tecnico e di esperienza della squadra: gli infortuni tra l’altro ci hanno privato sempre degli elementi più validi. Non può nemmeno passare in secondo piano una preparazione atletica non omogenea: spesso chi è più in forma deve spremersi completamente già nel primo tempo per sopperire alle mancanze dei compagni, e poi nella ripresa la squadra crolla. E poi aggiungiamo pure una dose non indifferente di sfortuna: spesso episodi e decisioni arbitrali hanno squilibrato partite in cui avremmo potuto dire la nostra. Quando colpisci 3 o 4 pali in una partita e poi perdi per una deviazione o un autogol non puoi addossare tutte le colpe a te stesso. A: Ha visto dei miglioramenti negli ultimi tempi? Cosa si aspetta dall'Atletico Campetto nel 2009? R: Si, in questo campionato invernale abbiamo fatto dei grandi passi avanti. I risultati sono spesso stati bugiardi: la squadra non ha quasi mai meritato la sconfitta per quanto dimostrato in campo. Purtroppo soffriamo ancora del solito grande problema dell’attacco. Segnamo troppo poco e la difesa non può reggere in eterno. Ho visto più voglia e più compattezza nella squadra, ma questo ancora non basta. Perlomeno non basta a noi! Per il 2009 mi aspetto una sola cosa: la rinascita. I mezzi ci sono e la voglia, da parte mia, anche. Abbiamo 10 partite per rialzare la testa e gettare le basi per un futuro finalmente all’altezza. Ma se queste 10 partite non porteranno a una svolta non vedo come si possa trovare la forza e l’entusiasmo necessario per affrontare un nuovo eventuale campionato. A: E cosa si aspetta da se stesso in questo 2009? R: Migliorarmi. Il miglioramento deve essere alla base di tutto, altrimenti non vai più avanti. Siccome la mia posizione non è tra quelle di testa devo migliorarmi tantissimo se voglio avanzare. Ho molti limiti tecnici e tattici che devo cercare di ridurre per poter dare veramente una mano alla squadra. E soprattutto mi aspetto 10 finali giocate alla morte per trovare lo spirito giusto per affrontare un nuovo campionato con questa maglia. A: In queste vacanze Sardelli ha convocato la squadra per una settimana di ritiro intensivo. Come pensa di aver lavorato lei e cosa pensa dei suoi compagni? R: Ho apprezzato e appoggiato l’iniziativa. Sono sempre stato a disposizione del mister e della squadra: anche quando il campo non permetteva di allenarsi mi sono rimboccato le maniche è ho cercato di migliorare la situazione spalando la neve. Penso di aver lavorato bene, ma questo saranno il campo e il mister a dirlo. Per quanto riguarda i miei compagni non posso esprimere giudizi, il mister non sono io. Però posso dire di aver apprezzato l’impegno e di essermi divertito ad allenarmi con quei miei pochi compagni che come me si sono messi a disposizione e hanno lavorato anche quando non sembrava possibile. In qualità di capitano sono invece rimasto un po’ deluso dalle tante assenze. A: Concludiamo il nostro incontro nel solito modo: ringraziamenti, promesse e buone propositi... ci saluti pure a ruota libera! R: Ringrazio tutti coloro che si impegnano sempre al massimo per la causa e che fanno in modo che l’Atletico Campetto ogni settimana possa scendere in campo. Soprattutto in un anno disastroso come questo 2008 non è facile spaccarsi sempre il culo senza avere la giusta ricompensa. Il mio pensiero va ai miei compagni, ma anche a Mister Sardelli che senza avere interessi diretti è ora parte integrante della squadra e a quei pochi intrepidi che di tanto in tanto popolano e danno un po’ di colore alla nostra curva sostenendoci sempre con il massimo affetto. Spero di riuscire a dare una mano alla squadra e che questa intervista di inizio anno non sia l’ultima! A: Arrivederci e forza Atletico! R: Semper fidelis A: Buongiorno signor Roffino, ha passato delle buone vacanze? R: Buongiorno a Lei e buon anno a tutto il mondo Atletico! Sì molto, le vacanze sono capitate al momento giusto, avevo proprio bisogno di staccare un po' la spina! A: L'anno 2008 si è concluso: non è stato un anno molto positivo calcisticamente parlando. Cominciamo parlando di lei: un inizio strepitoso, poi il grave infortunio al ginocchio, la lunga assenza e per concludere un rientro difficoltoso. Le va di ripercorre il suo 2008? Come ha vissuto tutto ciò? R: Ha già riassunto tutto lei: ottimo inizio, 4 punti tra Real Super Skunk e Sait, poi l'infortunio, la rincorsa per tornare al meglio e il più veloce possibile, e gli ultimi problemi fisici. Personalmente è stato il mio anno peggiore, calcisticamente parlando: mi aspetto che il 2009 sia migliore, anzi il Migliore! A: Come se non bastasse tutto ciò ha dovuto gestire anche questa specie di sostituzione con Sardelli a capo dello staff tecnico. Come l'ha vissuta e come la sta vivendo ora? R: La ringrazio per la domanda così potrò chiarire il mio punto di vista una volta per tutte: io non sono mai stato contro a questa decisione della mia sostituzione, anzi quando torneremo a giocare ne potrò beneficiare a piene mani: sarò slegato dalle responsabilità di fare la formazione e di condurre la squadra durante la partita e di conseguenza sarò più concentrato sulla mia prestazione. In tutta questa vicenda, però, c'è una cosa mi ha fatto arrabbiare e una ridere: mi hanno fatto arrabbiare alcune voci che ho sentito circa la motivazione per cui è avvenuta la sostituzione, sul fatto cioè che la colpa delle sconfitte e delle prestazioni negative fosse mia; francamente mi sembra una cosa ridicola e per non dilungarmi troppo dico solo che i risultati dipendono da chi va in campo e da nessun altro. Mi hanno fatto ridere invece le altre voci sul mio presunto mancato impegno nella squadra a discapito dell'altra squadra in cui gioco: trovatemi qualcun'altro che, nonostante un infortunio così lungo e nonostante le prestazioni negative, segua una squadra con così tanta costanza ed impegno come ho fatto io. Le ho viste praticamente tutte, le partite: non è attaccamento alla squadra, questo? [/color] In ogni caso, sono contento per Sardelli, è l'uomo giusto per ridare quella fiducia che manca alla squadra. A: Cosa pensa del lavoro di Sardelli in questo inizio d'avventura? R: Mi sembra molto buono: a livello di risultati non c'è stato quel cambio di marcia che molti auspicavano, ma ribadisco il concetto: in campo non ci va lui, ci vanno i calciatori che sono i diretti responsabili dei risultati. Per il resto mi sembra che abbia le idee abbastanza chiare, eccetto la normale confusione iniziale: conosce i giocatori e sa dove e come possono rendere al 100%, fa rispettare gli orari del giorno della partita e tratta tutti sullo stesso livello, cosa che, non seguendo un ordine prestabilito per i cambi, poteva non essere così automatico. Mi è piaciuta molto anche l'idea del ritiro invernale. Gli manca solo un po' di esperienza, ma sono convinto che come allenatore "si farà". Il mio giudizio quindi è molto positivo. A: Insomma un 2008 da dimenticare, oppure salva qualcosa di questi 366 giorni? R: Sono contento di me stesso per come ho reagito dopo la pesantissima botta dell'infortunio. Ci ho messo un po' a metabolizzarlo, ma grazie a tutte quelle persone che mi sono state vicino e a tutta la grinta che ci ho messo, sono guarito presto e nel migliore dei modi. Per qunto riguarda il resto...lasciamo perdere!!! A: Passiamo ora al 2008 dell'Atletico Campetto: 4 vittorie ufficiali (di cui 2 a tavolino n.d.r.) non c'è molto di meglio da dire vero? R: No, c'è ben poco da dire a riguardo...Come si dice in questi casi, dobbiamo far parlare ai fatti. A: Sembra infatti che dopo il suo infortunio la squadra abbia perso la propria identità e le proprie caratteristiche. In seguito al suo infortunio la squadra ha vinto solo una partita ufficiale (2-1 contro il Peyron ). Come può spiegare una cosa del genere? R: La squadra ha perso fiducia nei propri mezzi, tutto qua. Siamo arrivati alla partita dopo il Sait che eravamo terzi e lanciati verso i play-off, invece poi ci siamo ritrovati in Coppa Rino facendo probabilmente la peggior figura da quando è nato l'Atletico. Diciamo che il mio infortunio ha aiutato, in quanto il ruolo di centrocampista centrale con questo modulo è molto delicato. Ma è una questione più generale, non c'è un solo motivo per quanto sta accadendo. A: All'inizio di questo campionato, quando il suo rientro era nell'aria, la squadra sembrava ricaricata e pronta a ricominciare da quel maledetto gennaio 2008, ma qualcosa non ha funzionato. Cosa? R: Mi sembra di rivivere il campionato del Toro di quest'anno: buone (non ottime) prestazioni, si arriva lì lì ma il risultato alla fine non si raggiunge mai, per un motivo o per un altro: incredibili passaggi a vuoto (come l'ultimo, scandaloso, contro La Piazzetta), infortuni più o meno gravi, pali, traverse, autoreti...insomma, soprattutto sfortuna! Abbiamo molte lacune a tutti i livelli, tattico tecnico e atletico, e di questo ne siamo consapevoli, soprattutto in attacco abbiamo gravi mancanze, ma non meritiamo di stare a 2 punti, le nostre prestazioni dicono altro, senza esagerare meriteremmo almeno 5-6 punti in più. A: Ha visto dei miglioramenti negli ultimi tempi? Cosa si aspetta dall'Atletico Campetto nel 2009? R: MI aspetto che la squadra torni ai livelli di esattamente un anno fa, quando ce la giocavamo contro chiunque e lottavamo per i play-off. Basta risultati negativi!!! A: E cosa si aspetta da se stesso in questo 2009? R: Di procedere senza più intoppi alla mia "rinascita" sportiva, voglio tornare ai livelli in cui ero arrivato l'anno scorso, anzi voglio fare ancora meglio! A: Nell'aria fino a qualche settimana fa veleggiavano illazioni di un suo ritiro dal calcio giocato e, probabilmente, anche di una fine di questa squadra. Cosa può dire in merito? R: Illazioni corrette, ma il mio era un classico "pensiero in libertà", un momento di sconforto dovuto ai continui infortuni, sconfitte e situazioni negative che si sono create nella mia vita per quanto riguarda il calcio. Non centra solo l'Atletico, è un discorso in generale, quindi centrano anche le mie altre due squadre a cui tengo (Toro e Yale). In questo senso sono state importantissime le vacanze natalizie e il ritiro invernale, decisamente corroborante. La voglia di smettere per adesso è passata, sono concentratissimo per tornare finalmente in campo al massimo e per dare una mano alla squadra! A: In queste vacanze Sardelli ha convocato la squadra per una settimana di ritiro intensivo. Come pensa di aver lavorato lei e cosa pensa dei suoi compagni? R: Come ho appena detto, il ritiro è stato fondamentale per farmi ritrovare le motivazioni giuste per il nuovo anno. Personalmente penso di aver lavorato bene, ho risposto abbastanza bene per quanto riguarda il fisico. L'unica pecca è che nella squadra hanno risposto in pochi alla chiamata...davvero un peccato, era una grandissima occasione non solo per migliorarsi sotto l'aspetto atletico e tecnico, ma anche per conoscere meglio il modo di intendere il calcio del nuovo mister, le sue tipologie di allenamento, e non ultimo per fare gruppo: anche la semplice azione di portare una pala e mettersi a spalare il campo fa gruppo. A: Concludiamo il nostro incontro nel solito modo: ringraziamenti, promesse e buone propositi... ci saluti pure a ruota libera! R: Il miglior proposito possibile è quello di stare bene fisicamente. Al 2009 non chiedo nient'altro, verrà tutto di conseguenza. Per scaramanzia non prometto niente. Un grazie enorme va a tutte le persone che mi sono state vicine durante l'infortunio, e sono tante, sia nel mondo Atletico che fuori. Il mio primo gol lo dedicherò a voi! A: Arrivederci e forza Atletico! R: Ora e sempre, nei secoli dei secoli. AMEN |